Il TFR è una parte dello stipendio che il datore accontona per te ogni anno e ti dà quando finisci di lavorare. Con una RAL da 30.000 € accumuli circa 2.222 € all'anno. Dopo 10 anni sono oltre 24.000 €. Spiegazione semplice su calcolo, rivalutazione e fondo pensione 2026.
TFR sta per Trattamento di Fine Rapporto. È una specie di salvadanaio che il tuo datore di lavoro riempie per te ogni mese, prendendo una parte del tuo stipendio lordo. Non lo vedi in busta paga perché non ti viene dato subito — viene accantonato e ti viene consegnato quando smetti di lavorare in quella azienda.
Puoi riceverlo in due situazioni: quando lasci il lavoro (licenziamento, dimissioni, fine contratto) oppure quando vai in pensione. In alcuni casi puoi chiederne una parte in anticipo — lo vediamo dopo.
La cosa importante da capire è questa: il TFR è sempre tuo, anche se cambi azienda. Quando lasci un'azienda ti viene liquidato il TFR maturato fino a quel momento. Non si azzera, non si perde.
Il TFR è regolato dall'articolo 2120 del Codice Civile e si applica a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato. Il settore pubblico ha una forma simile chiamata TFS (Trattamento di Fine Servizio) con regole leggermente diverse.
La formula del calcolo TFR è fissata per legge ed è semplicissima:
Quota annua TFR = RAL ÷ 13,5
Dividi la tua retribuzione annua lorda per 13,5 e ottieni quanto metti da parte ogni anno. Questo numero equivale a circa il 6,91% della RAL — un po' meno di una mensilità intera.
| RAL annua | Quota TFR annua (RAL ÷ 13,5) | Quota TFR mensile |
|---|---|---|
| 20.000 € | 1.481 € | 123 € |
| 25.000 € | 1.852 € | 154 € |
| 30.000 € | 2.222 € | 185 € |
| 35.000 € | 2.593 € | 216 € |
| 40.000 € | 2.963 € | 247 € |
| 50.000 € | 3.704 € | 309 € |
Ogni anno che lavori, quella quota si aggiunge al tuo salvadanaio TFR. Ma non rimane ferma — cresce grazie alla rivalutazione.
Ogni anno il TFR già accumulato viene rivalutato, cioè aumentato di una percentuale fissa. Non sta fermo come i soldi sotto al materasso. Questa è una delle sue caratteristiche migliori.
La formula della rivalutazione TFR è stabilita per legge:
Con un'inflazione del 2% (valore di riferimento 2026), la rivalutazione totale è: 1,5% + (2% × 75%) = 1,5% + 1,5% = 3% annuo. Non è tantissimo, ma è garantito e protegge dall'inflazione.
Il 13,5 non è un numero casuale. Deriva dal fatto che il datore trattiene il 6,91% della tua retribuzione per il TFR, e 1 ÷ 0,0691 ≈ 14,47. Ma il calcolo include anche la tredicesima — per questo si usa 13,5 come denominatore convenzionale fissato dall'art. 2120 c.c.
Marco ha 30 anni, guadagna 30.000 € lordi all'anno e vuole sapere quanto vale il TFR dopo 10 anni nella stessa azienda. Ipotizziamo un aumento RAL dell'1,5% l'anno e inflazione al 2%.
Quasi 23.400 € netti, che arrivano in un'unica soluzione quando Marco lascia quell'azienda. Non male per qualcosa che non "si sente" uscire dalla busta paga ogni mese.
Il TFR non si tassa come il normale stipendio. Viene applicata la cosiddetta tassazione separata, che spesso è più vantaggiosa dell'IRPEF ordinaria.
Il meccanismo funziona così: lo Stato calcola un reddito virtuale dividendo il TFR totale per gli anni di lavoro e moltiplicando per 12. Poi applica l'aliquota IRPEF corrispondente a quel reddito virtuale. Il risultato è quasi sempre un'aliquota inferiore alla tua aliquota marginale reale.
In più si applica una detrazione di €309,87 per ogni anno di servizio che riduce ulteriormente l'imposta. Chi ha lavorato 10 anni ha una detrazione di €3.099 prima che si calcoli qualsiasi imposta.
L'azienda applica la tassazione in via provvisoria al momento del pagamento. Entro 4 anni l'Agenzia delle Entrate ricalcola l'aliquota definitiva. A volte il ricalcolo porta a un piccolo rimborso aggiuntivo, a volte a una piccola integrazione. Di solito le differenze sono contenute.
Quando inizi un nuovo lavoro ti chiedono dove vuoi destinare il TFR: lasciarlo in azienda oppure versarlo a un fondo pensione complementare. Molti firmano senza capire la differenza. Eccola spiegata in modo semplice.
| TFR in azienda | TFR al fondo pensione | |
|---|---|---|
| Rendimento | ~3% garantito (1,5% + inflazione) | Variabile (2–6% stimato) |
| Rischio | Zero — garantito per legge | Basso–medio (dipende dal fondo) |
| Tassazione | Tassazione separata (~20–25%) | Agevolata 9–15% (scende con gli anni) |
| Anticipo | Sì, con limitazioni | Sì, con limitazioni diverse |
| Quando ricevi i soldi | Fine rapporto di lavoro | Pensione (principalmente) |
La matematica spesso favorisce il TFR al fondo pensione sul lungo periodo, principalmente per la tassazione più bassa — che scende fino al 9% dopo 35 anni di versamenti. Ma la risposta giusta dipende dalla tua situazione: quanti anni ti mancano alla pensione, quanto sei disposto a "bloccare" quei soldi e quale fondo ti mette a disposizione l'azienda.
Se non scegli entro 6 mesi dall'assunzione, il TFR viene destinato automaticamente al fondo pensione collettivo previsto dal contratto collettivo della tua categoria. Se non c'è un fondo di categoria, resta in azienda. Vale la pena capire la scelta invece di lasciarla al caso.
Non devi aspettare di lasciare il lavoro per toccare il TFR. Puoi chiedere fino al 70% del TFR maturato in anticipo, ma solo in certi casi previsti dalla legge:
Puoi fare questa richiesta una volta sola durante il rapporto di lavoro. L'anticipo è soggetto a tassazione ordinaria (non separata), quindi conviene valutare bene prima di chiederlo — soprattutto se sei in una fascia IRPEF alta.
Per fare un calcolo del trattamento di fine rapporto preciso serve tenere conto di molte variabili: la RAL che cambia nel tempo, l'inflazione degli anni futuri, il rendimento del fondo se ci versi il TFR.
Il nostro calcolatore TFR fa tutto questo automaticamente. Inserisci:
Il risultato mostra l'andamento anno per anno — quota accumulata, rivalutazione, TFR lordo e netto — con il confronto diretto tra lasciarlo in azienda o versarlo al fondo pensione.
Il calcolo TFR usa dati stimati su inflazione e rivalutazione futura. L'importo reale dipenderà dall'inflazione effettiva degli anni a venire e, se scegli il fondo, dai rendimenti reali del fondo stesso. Il calcolatore è utile per confrontare scenari, non per pianificazione legale.