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Contratto · Diritti · 5 min di lettura

Contratto a termine 2026:
diritti, proroghe e quando diventa fisso

Hai un contratto a tempo determinato e non sai cosa ti spetta? La legge è chiara: hai gli stessi diritti di chi ha il fisso — tredicesima, TFR, ferie, malattia, tutto. Il contratto può durare al massimo 24 mesi in totale, con al massimo 4 proroghe. Se superi questi limiti, diventa automaticamente indeterminato. Ecco tutto quello che devi sapere.

28 aprile 2026 D.Lgs. 81/2015 aggiornato Tutti i contratti

I tuoi diritti: uguali a chi ha il contratto fisso

Il contratto a tempo determinato non è un contratto di serie B. Per legge hai esattamente gli stessi diritti di un collega con contratto a tempo indeterminato che fa lo stesso lavoro.

DirittoContratto a termine
RetribuzioneStessa paga base prevista dal CCNL per il livello contrattuale
TredicesimaSì — pro-rata sui mesi lavorati
TFR (liquidazione)Sì — matura ogni mese, si riceve alla scadenza del contratto
FerieSì — proporzionali alla durata del contratto
MalattiaSì — con le stesse regole del contratto fisso, fino alla scadenza
Maternità/PaternitàSì — inclusi i 5 mesi obbligatori e i 10 giorni di paternità
Scatti di anzianitàSì — maturano, ma sono utili solo se il contratto si trasforma in fisso
Cosa non hai rispetto al fisso

La protezione contro il licenziamento (il contratto finisce alla scadenza naturalmente). La certezza del reddito oltre la scadenza. L'accesso all'anticipo TFR (devi aver lavorato almeno 8 anni nello stesso rapporto — difficile con i termini brevi).

Durata massima e numero di proroghe

La legge fissa limiti precisi che non si possono superare:

LimiteValore
Durata massima totale24 mesi con lo stesso datore, per lo stesso tipo di mansione
Numero massimo di proroghe4 proroghe nel periodo di 24 mesi
Primo contratto senza causaleFino a 12 mesi liberamente, senza dover dare motivazioni
Oltre 12 mesi: serve la causalePicchi produttivi, sostituzione, ragioni tecniche o organizzative specifiche

Il conteggio dei 24 mesi include anche eventuali contratti precedenti con lo stesso datore per lo stesso tipo di lavoro. Non si azzera ogni volta che il contratto viene rinnovato.

La causale: quando serve e cosa deve dire

Per il primo contratto fino a 12 mesi non serve spiegare il motivo. Oltre i 12 mesi — o dalla prima proroga che porta oltre quella soglia — serve una causale: una motivazione scritta nel contratto che giustifichi il termine invece del fisso.

Le causali ammesse dalla legge sono tre: esigenze tecniche, produttive, organizzative o sostitutive specificate nel contratto individuale; oppure esigenze previste dai contratti collettivi; oppure start-up innovative nei primi 4 anni. Causali generiche come "esigenze aziendali" senza dettaglio rischiano di essere impugnate dal lavoratore.

Quando il contratto diventa indeterminato automaticamente

Ci sono tre situazioni in cui il contratto a termine si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato, anche senza un accordo tra le parti:

1. Superi i 24 mesi totali con lo stesso datore per lo stesso tipo di mansione. Dal giorno successivo sei considerato a tempo indeterminato per legge.

2. Superi le 4 proroghe consentite. La quinta proroga non è ammessa — se viene fatta, il contratto si considera indeterminato dalla data in cui è scattata la quinta proroga.

3. Continui a lavorare oltre la scadenza senza un rinnovo scritto. Se lavori 30 giorni in più oltre la scadenza (60 giorni per contratti sopra i 6 mesi) senza un nuovo contratto firmato, il rapporto si trasforma in indeterminato.

Cosa fare se credi di avere diritto al fisso

Se credi che i limiti siano stati superati e il datore non ti ha offerto il contratto indeterminato, puoi impugnare il contratto entro 180 giorni dalla scadenza — prima con una comunicazione scritta, poi con ricorso al lavoro entro altri 60 giorni. Rivolgiti a un sindacato o a un avvocato del lavoro.

Cosa succede alla scadenza naturale

Quando il contratto scade senza rinnovo, il rapporto finisce senza che nessuno debba dare preavviso o motivazioni. Non è un licenziamento — è una scadenza naturale prevista dal contratto stesso. Hai diritto a:

TFR completo per tutti i mesi lavorati. Ferie maturate e non godute — ti vengono pagate. Tredicesima pro-rata se la scadenza non cade a dicembre. NASpI — la disoccupazione INPS, se hai almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.

TFR e NASpI con il contratto a termine

Il TFR matura normalmente ogni mese e viene pagato alla scadenza del contratto — non devi aspettare anni. È uno dei vantaggi nascosti del termine rispetto al fisso, dove il TFR lo ricevi solo alla fine del rapporto (che può durare decenni).

Per la NASpI, la scadenza del contratto a termine è considerata una disoccupazione involontaria: hai diritto all'indennità se hai lavorato almeno 13 settimane negli ultimi 4 anni. Non devi fare niente di speciale — basta fare domanda entro 68 giorni dalla scadenza.

Il periodo di prova nel contratto a termine

Anche il contratto a termine può avere un periodo di prova, ma è proporzionale alla durata del contratto — non può essere lungo quanto quello di un contratto fisso. Il CCNL stabilisce i limiti precisi, ma come regola generale: per un contratto di 6 mesi il periodo di prova non può superare i 15 giorni lavorativi.

In sintesi

Il contratto a termine dà gli stessi diritti del fisso: tredicesima, TFR, ferie, malattia, maternità. Dura al massimo 24 mesi totali con 4 proroghe. Oltre i 12 mesi serve una causale specifica. Se si superano i limiti, diventa automaticamente indeterminato. Alla scadenza hai diritto a TFR completo e NASpI, se hai i requisiti contributivi.