"Cuneo fiscale" è una parola che si sente spesso al telegiornale ma che pochi sanno spiegare con un numero concreto. È la fetta che lo Stato e l'INPS si prendono tra quello che l'azienda spende per te e quello che ti arriva in tasca. Su una RAL di 30.000 € quella fetta vale oltre 17.000 €. Il taglio del cuneo fiscale 2026 ti restituisce fino a 1.200 € l'anno.
Immagina una torta. L'azienda compra una torta intera per te — ma prima di consegnarla, qualcuno taglia via pezzi da entrambi i lati. Lo Stato taglia dal lato dell'azienda (contributi datore di lavoro), poi taglia ancora dal tuo lato (INPS, IRPEF, addizionali). Quello che rimane è il netto che arriva in banca. La parte tagliata via in totale — da entrambi i lati — è il cuneo fiscale.
In formula: cuneo fiscale = costo azienda − netto lavoratore. Si esprime anche in percentuale sul costo totale del lavoro. In Italia è uno dei più alti d'Europa.
| Componente | Chi la paga | Percentuale indicativa |
|---|---|---|
| Contributi INPS datore | L'azienda, sopra la RAL | ~23,81% della RAL |
| Contributi INPS lavoratore | Il dipendente, trattenuta in busta | 9,19% della RAL |
| IRPEF | Il dipendente, trattenuta in busta | ~15-25% del reddito imponibile |
| Addizionali regionali e comunali | Il dipendente | ~1,5-3% del reddito imponibile |
La somma di tutte queste componenti — lato azienda e lato lavoratore — è il cuneo fiscale totale. Non è una sola tassa: è l'effetto combinato di sei prelievi diversi che si sommano.
Quasi il 45% di quello che l'azienda spende non arriva mai al lavoratore. Su ogni 100 € di costo del lavoro, il lavoratore ne riceve 55 in busta. Il resto va a INPS e Stato.
Una parte del cuneo non è "buttata via": i contributi INPS costruiscono la pensione futura, quelli datore anche. Il TFR è una quota che ricevi alla fine del rapporto. La componente davvero "a fondo perso" è l'IRPEF e le addizionali — che finanziano servizi pubblici generali.
Dal 2024 è in vigore una misura strutturale che riduce il cuneo fiscale per i redditi medio-bassi. Funziona come esonero contributivo sul lato lavoratore: una riduzione della quota INPS trattenuta in busta paga.
| Fascia di reddito annuo | Riduzione contributiva |
|---|---|
| Fino a 20.000 € | −6 punti percentuali di INPS (dal 9,19% al 3,19%) |
| Da 20.001 a 25.000 € | −6 punti percentuali di INPS |
| Da 25.001 a 35.000 € | −5 punti percentuali di INPS (al 4,19%) |
| Oltre 35.000 € | Nessuna riduzione |
Soglie e aliquote indicative basate sulla struttura della misura in vigore. La Legge di Bilancio può modificarle ogni anno. Verifica la tua busta paga per l'importo esatto applicato.
La riduzione si calcola su base mensile. Nei mesi in cui ricevi la tredicesima o un bonus che alzano il reddito annuo complessivo sopra le soglie, il beneficio può ridursi o azzerarsi — e viene recuperato nel conguaglio di dicembre.
Per chi rientra nella fascia del −6%, il beneficio è reale e visibile: circa 100-130 € in più al mese in busta paga. Non è un rimborso una tantum — è una riduzione strutturale della trattenuta INPS ogni mese.
L'Italia ha uno dei cuanei fiscali più alti dell'Unione Europea. Per un lavoratore dipendente senza figli con reddito medio, il cuneo fiscale italiano è stabilmente tra il 42% e il 46%.
| Paese | Cuneo fiscale (reddito medio, single) |
|---|---|
| Belgio | ~52% |
| Germania | ~48% |
| Italia | ~44–46% |
| Francia | ~47% |
| Spagna | ~39% |
| Irlanda | ~33% |
| Media OCSE | ~34% |
L'Italia è 10 punti sopra la media OCSE. Significa che a parità di stipendio lordo, un lavoratore italiano riceve in media 10 centesimi in meno per ogni euro di costo del lavoro rispetto alla media dei paesi avanzati.
Il cuneo fiscale è la differenza tra costo azienda e netto lavoratore — in Italia vale circa il 44-46% del costo totale del lavoro, tra i più alti d'Europa. Su RAL 30.000 € sono oltre 17.000 € "persi" tra contributi e tasse. Il taglio 2026 riduce i contributi INPS del lavoratore di 5-6 punti per redditi fino a 35.000 €: vale fino a 1.200 € l'anno in più in busta.