Due colleghi con la stessa RAL e lo stesso contratto possono avere buste paga diverse di centinaia di euro l'anno — solo perché abitano in regioni diverse. È l'addizionale regionale IRPEF: una tassa che non tutti conoscono ma che pesa concretamente ogni mese. Ecco come funziona e quanto costa nella tua regione.
Quando guadagni uno stipendio in Italia, non paghi le tasse solo allo Stato. Paghi anche alla tua regione e al tuo comune. Queste tasse si chiamano addizionali IRPEF e si calcolano sullo stesso reddito imponibile dell'IRPEF nazionale — cioè sulla RAL meno i contributi INPS.
Sono due imposte separate che si sommano: l'addizionale regionale, che va alla Regione dove hai la residenza al 31 dicembre, e l'addizionale comunale, che va al Comune. Entrambe vengono trattenute direttamente dal datore di lavoro e appaiono in busta paga come voci negative separate.
Le regioni italiane possono fissare liberamente l'aliquota dell'addizionale regionale tra un minimo dello 0,00% e un massimo del 3,33%. In pratica oscillano tra lo 0,70% e il 2,25%. Le regioni con i bilanci più in difficoltà tendono ad avere aliquote più alte per recuperare risorse.
Le addizionali si calcolano sull'anno precedente ma si pagano nell'anno successivo. Questo crea uno sfasamento temporale che vale la pena capire.
L'addizionale regionale viene trattenuta ogni mese in quote uguali da gennaio a novembre dell'anno successivo. Quindi l'addizionale sull'anno 2025 la paghi in busta da gennaio a novembre 2026. La busta di dicembre è solitamente più alta proprio perché quella trattenuta non c'è.
L'addizionale comunale segue le stesse regole: si calcola sul reddito dell'anno precedente e si trattiene in rate mensili nell'anno in corso, di solito da marzo a novembre.
A dicembre spariscono le trattenute delle addizionali dell'anno precedente. Contemporaneamente si aggiungono quelle dell'anno in corso (acconto), ma nella busta di dicembre si vede spesso un netto superiore agli altri mesi — non perché hai guadagnato di più, ma perché hai finito di pagare le addizionali.
Queste sono le aliquote base per ogni regione italiana nel 2026. Alcune regioni applicano aliquote progressive (percentuali diverse per fasce di reddito): in queste tabella è riportata l'aliquota della fascia più comune.
| Regione | Aliquota addizionale regionale | Note |
|---|---|---|
| Valle d'Aosta | 0,70% | La più bassa d'Italia |
| Trentino-Alto Adige | 1,23% | Regione a statuto speciale |
| Friuli-Venezia Giulia | 1,23% | Regione a statuto speciale |
| Sardegna | 1,23% | Regione a statuto speciale |
| Basilicata | 1,23% | |
| Lombardia | 1,73% | La più popolosa d'Italia |
| Veneto | 1,73% | |
| Piemonte | 1,73% | |
| Emilia-Romagna | 1,73% | |
| Toscana | 1,73% | |
| Lazio | 1,73% | |
| Liguria | 1,73% | |
| Marche | 1,73% | |
| Abruzzo | 1,73% | |
| Umbria | 1,73% | |
| Sicilia | 1,73% | Regione a statuto speciale |
| Campania | 2,03% | Aliquota progressiva per scaglioni |
| Puglia | 2,03% | Aliquota progressiva per scaglioni |
| Molise | 2,03% | |
| Calabria | 2,25% | La più alta d'Italia (piano di rientro sanitario) |
Aliquote indicative 2026 sulla fascia di reddito più comune. Alcune regioni applicano aliquote progressive con scaglioni interni. Per il calcolo esatto usa il calcolatore con la tua regione.
Vediamo cosa cambia concretamente per un dipendente con RAL 30.000 € che abita nella regione più "conveniente" e in quella più "costosa". Il reddito imponibile è circa 27.243 € (dopo INPS).
422 € all'anno di differenza per lo stesso lavoro con lo stesso stipendio. Solo perché si abita in una regione diversa. Aggiungendo l'addizionale comunale, la differenza totale può arrivare a 500-600 € l'anno tra le situazioni più favorevoli e quelle meno.
Oltre all'addizionale regionale, ogni comune italiano può applicare una propria addizionale IRPEF. Le aliquote variano dallo 0% (comuni che hanno scelto di non applicarla) fino allo 0,9% — il massimo consentito.
In pratica, la maggior parte dei comuni capoluogo applica un'aliquota tra lo 0,7% e lo 0,9%. I comuni più piccoli, spesso, applicano aliquote più basse o zero.
| Comune | Addizionale comunale indicativa |
|---|---|
| Roma | 0,90% |
| Milano | 0,80% |
| Napoli | 0,80% |
| Torino | 0,80% |
| Bologna | 0,90% |
| Firenze | 0,80% |
| Comuni piccoli (media indicativa) | 0,50 – 0,70% |
Su un reddito imponibile di 27.243 €, la differenza tra un comune con addizionale 0% e uno con 0,9% vale circa 245 € l'anno — quasi 20 € al mese. Non è enorme, ma si somma all'addizionale regionale.
Sommando addizionale regionale e addizionale comunale media, ecco la differenza annua per chi guadagna 30.000 € di RAL tra le situazioni più e meno "tassate" d'Italia:
| Scenario | Add. regionale | Add. comunale (media) | Totale annuo |
|---|---|---|---|
| Valle d'Aosta, comune piccolo | 191 € | ~136 € | ~327 € |
| Lombardia, Milano | 471 € | 218 € | ~689 € |
| Lazio, Roma | 471 € | 245 € | ~716 € |
| Calabria, capoluogo | 613 € | ~218 € | ~831 € |
Tra il caso migliore e il peggiore la differenza annua supera i 500 €. Non basta per scegliere dove vivere, ovviamente — ma è un dato che vale la pena conoscere quando si legge la busta paga e non tornano i conti.
Le addizionali regionali e comunali IRPEF si calcolano sullo stesso reddito imponibile dell'IRPEF nazionale e si sommano ad essa. Variano significativamente da regione a regione — dallo 0,70% della Valle d'Aosta al 2,25% della Calabria — e vengono trattenute mensilmente in busta paga, con riferimento al reddito dell'anno precedente. Usa il calcolatore qui sotto per vedere l'importo esatto nella tua regione.