Ricevi un premio di risultato dall'azienda? Buone notizie: viene tassato al 10% invece delle normali aliquote IRPEF che per molti lavoratori sono al 23% o 35%. Su un bonus di 2.000 € la differenza è centinaia di euro netti. Ecco come funziona la detassazione dei premi produttività e quando conviene convertirli in welfare.
Immagina che la tua azienda a fine anno ti dia un regalo extra perché hai raggiunto degli obiettivi — vendite, produzione, qualità, rispetto dei tempi. Questo regalo si chiama premio di risultato o bonus produttività.
A differenza dello stipendio ordinario, che viene tassato con le normali aliquote IRPEF (23%, 35% o 43%), il premio di risultato che rispetta certi requisiti di legge viene tassato con una imposta sostitutiva del 10% — piatta, molto più bassa. È uno dei pochi veri "sconti fiscali" che lo Stato ha messo a disposizione dei lavoratori dipendenti.
L'agevolazione al 10% si applica solo ai premi che nascono da un accordo aziendale o territoriale depositato presso il Ministero del Lavoro. I bonus "informali" che il capo dà a voce o scritti in una email vengono tassati normalmente. Chiedi all'HR se il tuo bonus rientra nell'agevolazione.
Quando ricevi un premio di risultato agevolato, il datore di lavoro applica una imposta sostitutiva del 10% direttamente in busta — invece di aggiungerlo al reddito ordinario su cui calcolare le normali aliquote IRPEF.
"Sostitutiva" significa che sostituisce sia l'IRPEF che le addizionali. Non si aggiunge: prende il posto di tutto il carico fiscale ordinario. I contributi INPS invece si applicano normalmente — il 10% riguarda solo la parte fiscale, non quella previdenziale.
L'imposta sostitutiva al 10% spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 € nell'anno precedente. I lavoratori pubblici non ne beneficiano.
Il bonus deve essere erogato in esecuzione di un accordo sindacale (aziendale o territoriale) che lega il premio a obiettivi misurabili: produttività, redditività, qualità, efficienza, innovazione. Se l'azienda non ha un accordo sindacale, il premio viene tassato normalmente con IRPEF ordinaria.
Marco guadagna 35.000 € di RAL (aliquota marginale IRPEF 35%). Riceve un premio produttività di 2.000 €. Vediamo la differenza tra le due tassazioni:
438 € in più in tasca sullo stesso bonus — solo grazie alla tassazione agevolata. Quasi un quarto del bonus in più. Per chi è nella fascia al 23% il risparmio è minore ma comunque reale.
| Limite | Valore 2026 |
|---|---|
| Importo massimo agevolato | 3.000 € lordi l'anno (4.000 € per aziende con sistemi partecipativi) |
| Reddito massimo per accedere | 80.000 € di reddito da lavoro dipendente nell'anno precedente |
| Settore | Solo settore privato — no pubblica amministrazione |
| Accordo necessario | Sì — accordo aziendale o territoriale depositato al Ministero |
La parte del premio che supera 3.000 € viene tassata con IRPEF ordinaria — non decade tutta l'agevolazione, solo la parte eccedente perde il vantaggio.
Il lavoratore può scegliere di rinunciare all'imposta sostitutiva al 10% e optare per la tassazione ordinaria. Ha senso farlo raramente — solo se la tua aliquota marginale effettiva è inferiore al 10%, ovvero per redditi molto bassi (sotto 8.174 € di imponibile) dove l'IRPEF è zero. In tutti gli altri casi l'agevolazione conviene.
Molti accordi aziendali permettono al lavoratore di convertire il premio di risultato in welfare aziendale: buoni pasto, rimborso asilo nido, polizza sanitaria, fondo pensione.
Se scegli la conversione in welfare, il vantaggio è ancora maggiore: il welfare è completamente esente da IRPEF e da contributi INPS (zero tasse, non 10%). Su 2.000 € di premio:
| Opzione | Netto ricevuto su 2.000 € |
|---|---|
| Tassazione IRPEF ordinaria (35%) | ~1.178 € |
| Imposta sostitutiva 10% | ~1.616 € |
| Conversione in welfare (esente) | 2.000 € |
Il welfare conviene sempre di più in termini di valore puro — ma solo se lo usi. Buoni pasto non spesi scadono, polizze che non ti servono non valgono nulla. Scegli la conversione in welfare solo su benefit che userai davvero.
In molte aziende si usa il termine MBO (Management By Objectives — gestione per obiettivi). È sostanzialmente la stessa cosa del premio di risultato, ma di solito più strutturato e riservato a figure manageriali o con ruoli di responsabilità.
Dal punto di vista fiscale, se l'MBO è previsto in un accordo sindacale depositato, beneficia della stessa tassazione al 10%. Se è un bonus discrezionale deciso unilateralmente dall'azienda, viene tassato con IRPEF ordinaria.
Il premio di risultato aziendale è tassato al 10% invece delle aliquote IRPEF ordinarie (23-43%), fino a un massimo di 3.000 € l'anno, per dipendenti privati con reddito sotto 80.000 €. Serve un accordo sindacale depositato. Su un bonus da 2.000 € chi è nel 35% risparmia circa 440 € rispetto alla tassazione ordinaria. Se l'accordo lo permette, convertirlo in welfare azzera completamente le tasse.