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Benefit · Welfare · 4 min di lettura

Buoni pasto 2026:
10 € al giorno esenti da tasse

I buoni pasto sono uno dei benefit più diffusi nelle aziende italiane — e uno dei più sottovalutati. Ogni giorno lavorativo valgono fino a 10 € (dal 2026) completamente esenti da IRPEF e contributi INPS. In un anno sono 2.200 € netti — come un aumento da 3.700 a oltre 5.000 € lordi, a seconda della RAL. Ecco tutto quello che devi sapere per usarli bene.

7 maggio 2026 Normativa 2026 Tutti i lavoratori

Cosa sono i buoni pasto — spiegato semplice

I buoni pasto sono un titolo di valore — come dei mini-assegni — che l'azienda ti dà per ogni giorno lavorativo al posto di mensa aziendale o rimborso pasto. Li usi per pagare il pranzo, la colazione, la spesa al supermercato o i prodotti al bar — secondo le regole del circuito a cui appartengono.

La cosa importante è il trattamento fiscale: i buoni pasto non sono stipendio. Non entrano nella base imponibile IRPEF e non pagano contributi INPS, fino a un certo importo al giorno. Arrivano in tasca puliti.

I limiti esenti: 4 € (cartacei) o 10 € (elettronici)

Tipo di buono pasto Limite giornaliero esente 2026 Cosa succede oltre il limite
Buono cartaceo (ticket di carta) 4,00 €/giorno La parte eccedente diventa reddito tassato
Buono elettronico (card o app) 10,00 €/giorno (8 € fino al 2025) La parte eccedente diventa reddito tassato

Quasi tutte le aziende oggi usano buoni elettronici perché il doppio del limite significa il doppio del benefit esente. Se la tua azienda usa ancora i cartacei, vale la pena chiedere all'HR se è possibile passare all'elettronico — è un vantaggio netto per tutti e due.

Solo per la parte eccedente

Se il buono vale 12 € (oltre il limite di 10 €), solo i 2 € eccedenti diventano reddito tassato — non tutto il buono. A differenza dei fringe benefit generali (dove il superamento della soglia rende tutto imponibile), qui la tassazione è solo sull'eccedenza.

Quanto valgono in un anno: il calcolo

Con 220 giorni lavorativi all'anno (circa) e buoni elettronici a 10 €:

Valore annuo buoni pasto elettronici — 10 €/giorno
Giorni lavorativi anno (media) 220 giorni
Valore unitario buono elettronico 10 €/giorno
Valore totale annuo esente 2.200 €/anno
Valore mensile (÷ 11 mesi con buoni, escluso agosto/ferie) ~200 €/mese

2.200 € l'anno completamente netti. Non ci paghi l'IRPEF, non ci paghi i contributi INPS, non ci paghi le addizionali. Per capire quanto corrispondono in termini di stipendio lordo, vedi la sezione qui sotto.

Dove si possono usare

I buoni pasto si possono usare nei negozi e servizi che hanno aderito al circuito del fornitore (Sodexo, Edenred, Day Ristoservice, ecc.):

Dove si usanoNote
Ristoranti, trattorie, pizzerieLa destinazione originaria — quasi ovunque accettati
Bar e caffetterieSì, anche solo per un caffè + brioche
Supermercati e alimentariSì — per cibo pronto o prodotti alimentari
Gastronomie e rosticcerieSì
Farmacia (prodotti alimentari)Dipende dal circuito — non ovunque
Abbigliamento, elettronicaNo — sono riservati all'alimentazione

In generale: tutto ciò che riguarda il mangiare o il bere. Non si possono usare per acquisti non alimentari.

Quando scadono i buoni pasto

I buoni pasto cartacei hanno di solito una scadenza annuale stampata sul retro. Quelli non utilizzati entro la scadenza sono persi — l'azienda non è obbligata a rimborsarli.

I buoni pasto elettronici hanno solitamente una scadenza più lunga — spesso 12 mesi dal caricamento o fino alla scadenza della card. Alcuni circuiti hanno addirittura validità pluriennale. Controlla l'app o il portale del tuo circuito per vedere la scadenza del saldo.

Non accumularli: si perdono

I buoni non usati entro la scadenza vanno persi. Non si convertono in denaro, non si chiedono indietro all'azienda. Se stai accumulando un saldo alto, pianifica come usarli — anche per fare la spesa al supermercato va benissimo.

Buoni pasto in smart working: spettano comunque

Sì — i buoni pasto spettano anche nelle giornate di smart working, se il contratto o l'accordo aziendale li prevede per quelle giornate. Non c'è una norma che li esclude per il lavoro da remoto.

Alcune aziende hanno scelto di escludere i buoni pasto nelle giornate di smart working (argomentando che la pausa pranzo a casa non genera spese come quella fuori). Altre li riconoscono normalmente anche da remoto. Dipende dal tuo accordo di smart working — controlla il tuo contratto o chiedi all'HR.

Quanto valgono rispetto a un aumento di stipendio

Ricorda sempre: i buoni pasto sono esenti da tasse. Per ricevere lo stesso valore netto attraverso un aumento lordo, hai bisogno di un aumento molto più alto.

Equivalenza: 2.200 € di buoni pasto = quanto aumento lordo?
Valore netto annuo dei buoni pasto 2.200 €
Con RAL 25.000 € (ogni euro lordo in più rende ~59 centesimi) servono ~3.700 € lordi
Con RAL 35.000 € (~42 centesimi, si perde il cuneo fiscale) servono ~5.200 € lordi
Con RAL 60.000 € (~49 centesimi) servono ~4.400 € lordi

I buoni pasto elettronici a 10 € valgono come un aumento da 3.700 a oltre 5.000 € lordi l'anno — senza che tu paghi un euro di tasse su di essi. È uno dei benefit più efficienti dal punto di vista fiscale che esistano.

In sintesi

I buoni pasto elettronici sono esenti IRPEF e INPS fino a 10 €/giorno dal 2026. In un anno lavorativo pieno valgono 2.200 € netti — equivalenti a un aumento da 3.700 a oltre 5.000 € lordi. Si usano in ristoranti, bar e supermercati. Hanno una scadenza: usali prima che scadano. Spettano anche nelle giornate di smart working se previsto dal tuo contratto o accordo aziendale.